Interfono moto, perché i Bluetooth sono i più venduti

La tecnologia Bluetooth è come il re Mida, ciò che tocca diventa oro. Non si spiega altrimenti (anzi si spiega con le performance ineguagliabili di questa nuova tecnologia in campo informatico e digitale) il successo di vendite di ogni dispositivo che la utilizza. Ci soffermiamo, in questa sede, sugli interfoni moto Bluetooth, i più venduti in assoluto per le ottime prestazioni dello strumento da applicare ai caschi dei motociclisti. Ma vediamo meglio come e perché la tecnologia Bluetooth ottimizza al meglio le prestazioni dell’interfono. Il prezzo più elevato è sintomatico della qualità del prodotto, da privilegiare non fosse altro che per una questione di comfort. Ma non è tutto.

L’interfono moto Bluetooth, disponibile in vari modelli visionabili su www.interfonopermoto.it, tiene connessi pilota e passeggero anche se non vicini fisicamente, può infatti succedere che a una sosta uno dei due si allontani senza per questo perdere la comunicazione con l’altro. E’ anche questione di coordinamento e filo diretto (senza fili!) con gli altri motociclisti del gruppo se si viaggia in comitiva. Grazie a questi utilissimi interfoni non si resta isolati ma costantemente in contatto, sia per una piacevole conversazione che per esigenze di dialogo più stringenti attinenti al viaggio. Se, poi, c’è un contrordine, un cambio di programma senza preavviso, non c’è più bisogno di fermarsi alla prima stazione di servizio per comunicarlo ‘de visu’, ma basta comunicare tramite l’interfono per avvisare gli altri della novità.

Altra storia dagli interfono che ancora funzionano a cavo che permettono una comunicazione limitata soltanto ‘pilota-passeggero’ se collegati da un filo. Tutto questo, paragonato alla nuova tecnologia Bluetooth, è preistoria. I nuovi dispositivi non sono neanche attaccati all’esterno della calotta né modificano la natura aerodinamica del casco, in più anche l’audio ne guadagna e la comodità del guidatore che non deve tenere ricevitori vicino all’orecchio o stare con le mani impicciate in altre faccende. Si pensa solo a guidare e a parlare con i compagni d’avventura o al telefono per non stare isolati dal mondo, ma sempre presenti a sé stessi e agli altri. Un nuovo modo di guidare, una nuova frontiera di affrontare l’esperienza in moto, più coinvolgente e condivisa.